Dentro dei villaggi olimpici: lusso, modularità e bagni senza porta
Dimenticate l'idea di una polverosa struttura dormitorio. Se state pensando a cosa provano gli atleti durante le Olimpiadi, la risposta è sorprendente: comfort, design e soluzioni innovative, a volte inaspettate. Abbiamo sbirciato dentro i sei villaggi che ospiteranno gli atleti delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, svelando dettagli e curiosità che vanno ben oltre la semplice sistemazione.

Un'esperienza abitativa su misura per le performance
A differenza delle edizioni estive, dove tutto ruota attorno a un unico villaggio, le Olimpiadi Invernali richiedono una distribuzione capillare delle strutture per garantire la prossimità degli atleti ai campi di gara. Da Milano a Livigno, passando per Cortina, Bormio, Anterselva e Predazzo, ogni villaggio ha un'identità unica, un mix di soluzioni permanenti e temporanee pensate per ottimizzare il riposo e la concentrazione degli atleti.
A Milano, il villaggio più grande con 1.500 atleti ospitati, spiccano sei nuovi edifici residenziali che, al termine delle Olimpiadi, saranno trasformati in alloggi per studenti. Le stanze, singole, doppie o accessibili, sono insonorizzate per garantire la massima tranquillità, disposte come in un campus universitario con bagno privato. Un'area comune, la Village Plaza, si trasformerà in un vivace mercato e punto di ritrovo dopo i giochi.
Ma è a Cortina d'Ampezzo che la creatività architettonica raggiunge l'apice. Qui, il villaggio si presenta come un vero e proprio “pop-up town”, con 1.400 atleti alloggiati in oltre 370 moduli separati, ognuno con il proprio ingresso. Il cuore pulsante del villaggio è una yurta, un omaggio all'ambiente alpino. Le stanze, prevalentemente open-space, con letti singoli o doppi, offrono una porta d'accesso diretta all'esterno, trasformando ogni unità in un piccolo appartamento privato. Un sistema di percorsi pedonali collega le diverse strutture, creando una rete fluida e funzionale.
Livigno punta sulla riqualificazione di tre rifugi alpini preesistenti, trasformati temporaneamente in alloggi di lusso. A Bormio, l'approccio è simile, con una selezione di hotel che offrono servizi dedicati agli atleti. Anterselva ha scelto di affidarsi a strutture alberghiere dotate di aree comuni per favorire l'interazione tra gli atleti, mentre a Predazzo, un intervento di ristrutturazione e ampliamento ha creato un villaggio nel cuore della città, con accesso diretto a negozi e attività.
