Trump, un jefferson nel giardino delle rose: gesto politico o passione per la storia?
Un bronzo di Thomas Jefferson, figura chiave della nascita degli Stati Uniti, ha trovato una nuova dimora nel Giardino delle Rose della Casa Bianca. L'aggiunta, voluta dal presidente Trump, solleva interrogativi sul significato di questo gesto e sulle scelte artistiche che caratterizzano la sua presidenza.

Un'opera d'arte con una storia
La scultura, realizzata dall'artista George Lundeen nel 1994, raffigura il terzo presidente degli Stati Uniti seduto a una scrivania portatile con una penna in mano e una bozza della Dichiarazione di Indipendenza. L'opera, del valore stimato di 150.000 dollari, è stata donata dal produttore cinematografico indipendente Steven C. Barber. La sua installazione, avvenuta la scorsa settimana, si inserisce in un contesto di statue e busti provenienti dal collezionista Harlan Crow, che adornano già il Giardino delle Rose con le figure di Benjamin Franklin e Alexander Hamilton, oltre a statue di soldati della Guerra d'Indipendenza.
Un dettaglio curioso riguarda la stessa Lundeen: l'artista ha precedentemente realizzato una scultura di Donald Trump stesso, attualmente esposta presso il Trump International Golf Club in Florida. Quest'ultima, realizzata in collaborazione con Joey Bainer e il fratello di Lundeen, Mark Lundeen, ritrae Trump con un pugno proteso, un'immagine che ha suscitato non poche discussioni. L'installazione di Jefferson, dunque, si affianca a un'altra opera che celebra la figura del presidente in carica, creando una sorta di dialogo artistico tra passato e presente.
Ma cosa ne sarà di questa statua una volta concluso il mandato di Trump? La National Archives potrebbe decidere di trasferirla alla futura biblioteca presidenziale, prevista a Miami. Un'altra possibilità è che la biblioteca stessa la doni alla Casa Bianca, rendendola di proprietà dell'Ufficio del Segretario della Casa Bianca e del National Park Service. Il destino di quest'opera d'arte, come quello di molti altri elementi legati alla presidenza Trump, rimane quindi incerto.
La scelta di collocare Jefferson nel Giardino delle Rose, un luogo simbolo di ospitalità e diplomazia, non è casuale. Jefferson, con il suo ideale di democrazia e illuminismo, rappresenta un patrimonio culturale che va al di là delle divisioni politiche. Tuttavia, l'atto di Trump di aggiungere questa statua al Giardino delle Rose, in un momento di profonde tensioni sociali e politiche, non può essere letto come un semplice gesto estetico. Si tratta di un'affermazione, un richiamo ai valori fondanti della nazione, e forse, un tentativo di legittimare la propria presidenza attraverso il richiamo a figure storiche di spicco.
La cifra che parla chiaro: 2 milioni di dollari sono stati spesi nell'anno scorso per il restyling del Giardino delle Rose, a testimonianza dell'importanza che il presidente Trump attribuisce a questo spazio, trasformandolo in un palcoscenico per le sue iniziative e un tributo alla storia americana.
