Casa batlló: rivelato il terzo piano, un sogno gaudiano rinato
Barcellona trattiene il fiato: dopo 144 anni di cantiere, la Sagrada Família si avvicina al completamento, ma un altro gioiello di Antoni Gaudí torna a brillare con una luce inedita. Il terzo piano di Casa Batlló, dimora che il genio catalano trasformò da anonimo palazzo in un’opera d’arte, è stato restituito al suo antico splendore, rivelando dettagli e atmosfere che sfuggivano all’occhio dei visitatori.
Un’immersione nel modernismo catalano
La Casa Batlló, soprannominata “La Casa delle Ossa” per la sua facciata sinuosa e scheletrica, è un’esplosione di forme organiche, mosaici iridescenti e ornamenti floreali in pietra. Ma è all’interno, e in particolare nel terzo piano, che si può davvero comprendere la profondità della visione di Gaudí. Per oltre un secolo, la famiglia Batlló ha vissuto in queste stanze, testimoniando i cambiamenti che hanno interessato il resto dell’edificio, ma preservando l’integrità del loro rifugio privato.
Il recente restauro, curato dall’interior designer milanese Paola Navone dello studio OTTO e dall’architetto restauratore Xavier Villanueva, ha seguito un approccio meticoloso, quasi archeologico. Ogni strato di modifiche successive è stato rimosso con cura, per svelare la concezione originale di Gaudí. “All’inizio, ho sentito che intervenire in Casa Batlló fosse quasi impossibile,” ha dichiarato Navone, “ma poi ho smesso di pensare a progettare sopra Gaudí e ho iniziato a immaginare che questa residenza fosse la mia casa a Barcellona”.

Dalle porte ritrovate ai dettagli inattesi
Il lavoro ha restituito la magnificenza del legno originale, i pavimenti intatti e gli stucchi floreali, riprodotti fedelmente grazie all’abilità di artigiani specializzati. Tra le scoperte più sorprendenti, la riemersione di porte riutilizzate da Gaudí, un chiaro esempio del suo approccio all’adattamento e al riuso, un tema ricorrente nel suo lavoro. Un manico di porta precedentemente sconosciuto, una piccola ma significativa testimonianza dell'attenzione maniacale del maestro per ogni minimo dettaglio, ha completato il quadro.
Un elemento di forte impatto visivo è la sala da pranzo, con un tavolo in marmo blu e un assemblaggio eclettico di pezzi vintage, un omaggio allo spirito libero e innovativo di Gaudí. Ora, le stanze private sono persino disponibili per eventi speciali, offrendo un’esperienza esclusiva nel cuore di uno dei monumenti più iconici del mondo.

Un dialogo tra maestri
Ma Casa Batlló non si ferma qui. Al secondo piano, la mostra “Gaudí-Miró-Gomis: Deconstructed”, promossa da Casa Batlló Contemporary e dalla Fundació Joan Miró, esplora le affascinanti connessioni tra Gaudí, l’artista Joan Miró e il fotografo Joaquim Gomis, arricchita da interventi digitali dello studio Tomorrow Bureau. Un viaggio interdisciplinare che celebra la creatività senza confini.
La restaurata Casa Batlló ci ricorda che Gaudí non era solo un architetto di facciate spettacolari, ma un maestro capace di infondere anima e personalità in ogni angolo dei suoi edifici. Un genio che, a cento anni dalla sua scomparsa, continua a ispirare e a stupire, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’arte e dell’Architettura. La cifra parla chiaro: i biglietti per il terzo piano sono già esauriti per i prossimi mesi, un segnale inequivocabile del fascino intramontabile di questo capolavoro.
