Castel madama: l'eredità di aalto rinasce in un borgo contemporaneo
Dalle rive del lago finlandese alle colline romane, un architetto italiano rielabora un'ispirazione scandinava per creare un'oasi di design e funzionalità. Massimo Adario, con Castel Madama come tela bianca, ha dato vita a un progetto che è omaggio al maestro Alvar Aalto e risposta a una sfida architettonica complessa.
Un viaggio nel tempo e nello spazio
Per comprendere appieno la prima realizzazione autonoma di Massimo Adario, bisogna fare un salto indietro nel tempo, precisamente al 1952, sull'isola di Muuratsalo, in Finlandia. Qui, Alvar Aalto e sua moglie Elissa costruirono la “Experimental House”, una residenza estiva che Adario ricorda con un'ammirazione profonda: “Ero colpito dalla sua semplicità, ma anche dalla sua potenza espressiva. L'integrazione con il paesaggio era totale.” Adario, romano di nascita ma con un bagaglio di esperienze internazionali – Spagna e Paesi Bassi – ha saputo fondere queste influenze nel suo lavoro, sviluppando un'abile capacità di osservazione e di collezione.

Le sfide di un nuovo inizio
La scelta di Castel Madama come luogo per questo ambizioso progetto non fu casuale. Adario era alla ricerca di un terreno dove poter esprimere appieno la sua visione, ma si trovò ad affrontare ostacoli non indifferenti. Il terreno era vasto e selvaggio, e includeva un sito archeologico protetto, oltre a una gola nascosta che richiedeva un'attenta pianificazione. “In Italia, intraprendere una nuova costruzione è tutt'altro che semplice,” ammette Adario, che fino a quel momento si era concentrato principalmente su progetti di interior design. Questa nuova avventura rappresentò un'opportunità unica per sperimentare, partendo dalle fondamenta: dal progetto architettonico, alla progettazione del paesaggio, fino agli interni.

Un borgo familiare, un'armonia di volumi
Un elemento cruciale del successo del progetto è stata la collaborazione con i clienti stessi, cugini di Adario e le loro famiglie. “L'idea era quella di creare un piccolo borgo, in cui ogni volume avesse una funzione specifica,” spiega l’architetto. La gestione di diverse esigenze familiari richiese sensibilità e capacità di sintesi. Adario ha richiesto onestà e apertura da tutti i soggetti coinvolti, ma soprattutto ha costruito un rapporto di fiducia reciproca. “La fiducia è un elemento essenziale,” sottolinea. Dopo otto anni di lavoro, il borgo è quasi completo, un risultato che testimonia l'impegno e la dedizione di tutti.

Omaggio ad aalto, echi del paesaggio
Come la “Experimental House” di Aalto, il progetto di Adario utilizza patio per ampliare e fondere gli spazi interni con quelli esterni, creando un punto focale per l'ingresso, il soggiorno, la cucina e le camere da letto. Se Aalto utilizzò oltre 50 tipi di mattoni, variando forma, colore e tecnica di posa, Adario ha optato per la terracotta, materiale tipico del paesaggio romano, reinterpretandola in modo innovativo. I mattoni sono stati lucidati e disposti in motivi che ricordano tappeti, mentre le piastrelle del camino e le decorazioni in maiolica blu richiamano il cortile della “Experimental House”.
Un mix di icone e creazioni personalizzate
L’arredamento è una miscela di pezzi iconici, frutto della passione di Adario per la ricerca, e creazioni personalizzate realizzate principalmente in castagno e metallo. “Mi piace mescolare elementi diversi, senza seguire un periodo o uno stile specifico,” afferma Adario. L'uso di materiali naturali come la raffia contribuisce a creare un'atmosfera calda e accogliente. La palette cromatica è dominata da ocra e arancione, colori che si integrano armoniosamente con elementi strutturali come la scala a chiocciola, la serra e i telai delle finestre in cucina.
Un dialogo tra spazi e paesaggi
Il risultato è un'opera architettonica che nasce dall'incontro diretto con il paesaggio, i materiali e la luce. “Mi piace molto il rapporto tra interno ed esterno,” confida Adario. “Ogni volta che ci si muove nella casa, si ha sempre una vista su uno spazio esterno o interno, una prospettiva sulla collina o sul bosco.” Un'abitazione creata per una famiglia a lui particolarmente cara, un progetto che ha potuto sviluppare grazie a un rapporto di profonda fiducia e dialogo costante. Un'opera che, come disse il poeta, “trasforma l'ordinario in straordinario”.
