Il memoriale di lincoln, un mare di polemiche blu

Washington si tinge di un azzurro controverso. Il Lincoln Memorial Reflecting Pool, uno dei luoghi più iconici e carichi di storia degli Stati Uniti, è stato ridipinto di un blu intenso, battezzato “American Flag Blue”, su diretta ordinanza del Presidente Trump. Una decisione che ha scatenato un putiferio tra i preservazionisti e sollevato dubbi sulla gestione dei fondi pubblici.

Un progetto a sorpresa, un costo che lievita

L'idea, annunciata lo scorso mese dal Presidente, mirava a completare i lavori entro il 250° anniversario della nazione, il 4 luglio 2026. Ma la fretta e la mancanza di trasparenza hanno portato il costo iniziale di 1,8 milioni di dollari a schizzare a ben 13,1 milioni, come rivelato dal Dipartimento degli Interni. Un aumento vertiginoso, giustificato dall'agenzia con la necessità di “accelerare il progetto e impiegare più personale, materiali e attrezzature”. La scelta di Atlantic Industrial Coatings, un’azienda che ha già lavorato per le proprietà del Presidente, tramite un contratto senza gara d’appalto, non fa che aggiungere benzina sul fuoco delle critiche.

Ma non è solo la questione economica a infiammare gli animi. Lo stesso colore scelto ha visto un acceso dibattito. Trump, inizialmente tentato da un turchese “come nelle Bahamas”, ha optato per l'“American Flag Blue”, un azzurro che, a detta di molti, stona con il carattere storico e solenne del luogo. “Volevamo qualcosa di patriottico, qualcosa che rappresentasse l’America,” ha commentato il Presidente, senza sembrare rendersi conto del paradosso di alterare un simbolo della democrazia per affermare un’idea di patriottismo.

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Un'eredità a rischio: la battaglia dei preservazionisti

La Cultural Landscape Foundation, un'organizzazione no-profit, ha immediatamente impugnato la decisione, presentando un ricorso presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti, sostenendo che l'amministrazione ha ignorato le politiche che impongono una rigorosa supervisione prima di intraprendere lavori di ristrutturazione. Ogni giorno che passa, sostengono, il carattere storico del Reflecting Pool viene irrimediabilmente compromesso. La piscina, testimone di momenti cruciali della storia americana, come il discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King Jr. nel 1963, rischia di perdere la sua identità, trasformandosi in un palcoscenico per la politica del momento.

Il problema delle infiltrazioni, che causano la perdita di oltre 16 milioni di galloni d'acqua all’anno, e della proliferazione di alghe, era già noto e aveva visto un precedente intervento da 35 milioni di dollari tra il 2010 e il 2012. Ma sembra che questa volta, l'urgenza di un risultato a tutti i costi, e il desiderio di lasciare un'impronta personale, abbiano prevalso sulla tutela del patrimonio storico e culturale del Paese. La questione è aperta, e il futuro del Lincoln Memorial Reflecting Pool rimane incerto, sospeso tra la volontà di un Presidente e la necessità di preservare un pezzo di storia americana.