Malibu: la villa di ando tra kanye, ristrutturazioni fallite e ora rischio pignoramento
Un’Architettura iconica, un sogno americano infranto, una spirale di investimenti e delusioni. La storia della Sachs House di Malibu, l’opera controversa di Tadao Ando, è un quadro complesso di ambizioni architettoniche, divorzi stellari e un’inquietante parabola finanziaria che ora la vede sull’orlo del pignoramento.
Un’opera prima di ando, un cliente eccezionale
La villa, incastonata in un tratto di costa mozzafiato a Malibu, nacque nel 2007 dalla visione del finanziere Richard Sachs, un uomo di affari e appassionato d’arte che, si dice, abbia avuto una breve relazione con Ashley Olsen. Sachs commissionò a Tadao Ando, premio Pritzker, la realizzazione di una residenza che incarnasse il suo gusto per il minimalismo e l’eleganza discreta. Ron Radziner di Marmol Radziner fu coinvolto come architetto esecutivo, affinando i dettagli e assicurando l’integrazione del progetto con il contesto naturale.
La costruzione iniziò nel 2009 e si concluse nel 2013, richiedendo l’impiego di 1.200 tonnellate di calcestruzzo gettato e 200 tonnellate di acciaio. Il risultato fu una scatola di cemento a quattro camere da letto, con superfici in acciaio inossidabile e ampie vetrate che inquadravano la vista sull’Oceano Pacifico. Un’opera d’arte architettonica, insomma, ma con un destino irto di ostacoli.
L’irruzione di kanye west e la demolizione a metà
Nel settembre 2021, nel pieno della sua controversa fase e a pochi mesi dalla conclusione del divorzio da Kim Kardashian, Kanye West (ora legalmente noto come Ye) acquistò la proprietà per ben 57,3 milioni di dollari, una cifra che rappresentava uno sconto del 24% rispetto al prezzo richiesto. L’intenzione di West era, a suo dire, quella di “reinterpretare” l’immobile. Contattò Radziner per rimuovere gli armadi e sostituire le scale interne con rampe, ma l’architetto rifiutò l'incarico. West, insieme alla sua allora compagna Bianca Censori, assunse il contractor Tony Saxon, incaricandolo di demolire gli interni senza ottenere i permessi necessari, pagando la cifra di 20.000 dollari a settimana.
Per un mese e mezzo, Saxon e la sua squadra abbatterono vetrate, pareti in marmo e camini in cemento con mazze e picconi. West chiese l'eliminazione di cucine, bagni, condizionatori, finestre e corpi illuminanti. Un’operazione radicale che, però, generò presto attriti tra il rapper e il contractor, culminati con l’abbandono di Saxon a causa di disaccordi economici e delle richieste di West di rimuovere le ampie vetrate affacciate sull’oceano.
Una causa legale, una ristrutturazione incompiuta e il rischio pignoramento
Saxon intentò una causa contro West nel settembre 2023, chiedendo 1,7 milioni di dollari per condizioni di lavoro pericolose e mancato pagamento delle retribuzioni. West contrattaccò, accusando Saxon di aver posto un “gravame illegittimo” sulla proprietà. Il tribunale ordinò a West di pagare a Saxon 140.000 dollari per danni e spese mediche. Nel frattempo, la saga della Sachs House continuava a farsi sempre più intricata. Dopo aver inutilmente chiesto a Radziner di ripristinare la struttura, West la mise in vendita per 53 milioni di dollari, abbassando il prezzo fino a 39 milioni di dollari nel successivo mese di aprile.
Un nuovo investitore, Steven “Bo” Belmont, attraverso la sua società Belwood Investments, acquistò la proprietà in rovina per 21 milioni di dollari nel settembre 2024, con l’obiettivo di ristrutturarla e rivenderla per oltre 50 milioni di dollari. Belmont raccolse circa 7,5 milioni di dollari da quasi 400 investitori, offrendo loro una quota dei profitti futuri. Ma la sfortuna non sembra voler concedere tregua: Radziner interruppe i lavori a causa della mancata ricezione dei pagamenti, e Belmont si è trovato ora sull’orlo del pignoramento, con un debito di oltre 800.000 dollari nei confronti del suo creditore. Una gara contro il tempo per salvare un’opera che, nonostante tutto, continua a incarnare il sogno californiano, seppur in una veste decisamente amara.
L’asta di pignoramento è fissata per il 19 marzo a Pomona, California. Il futuro della Sachs House, e dei suoi investitori, è appeso a un filo sottile.