Palm springs: un'oasi di arte e design che sfida le convenzioni

Dimenticate l'immaginario kitsch delle case mid-century americane. A Palm Springs, Damon Liss e il suo team di Damon Liss Design hanno creato un rifugio per una coppia newyorkese appassionata d'arte, un luogo dove l'audacia cromatica e il gioco formale dialogano con un'eccezionale collezione.

Un'abitazione che respira l'anima del deserto

La residenza, costruita nel 1967 e immersa nella quiete del deserto californiano, si estende su 3.500 piedi quadrati. I clienti, già conquistati dal talento di Liss in occasione della ristrutturazione del loro appartamento di Manhattan, hanno concesso completa libertà creativa al designer. “Quando le persone si sentono a loro agio, osano di più, si lasciano andare,” spiega Liss, sottolineando l'importanza di un clima di fiducia nel processo creativo.

Piuttosto che una radicale ristrutturazione, Liss e la design director Ligia Pinto hanno optato per una “ri-pelle”, come la definisce il designer. Nuovi bagni, una cucina moderna, pavimenti rinnovati e un imponente camino hanno contribuito a trasformare l'abitazione, ma il vero cuore del progetto risiede nell'ispirazione tratta direttamente dai colori del paesaggio desertico circostante. Un terrazzo su misura, realizzato in loco, riprende le tonalità calde del marrone, i verdi polverosi e gli ocra tipici della Coachella Valley, creando una connessione visiva immediata con l'esterno.

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Un'esplosione di arte e artigianato

Il living, vero fulcro della casa, ruota attorno a una finestra in vetro colorato realizzata su commissione dall'artista Sarah Cain. L'opera, intitolata “Desert Sky”, irradia una luce viola intensa, creando un'atmosfera suggestiva e dinamica. Ma l'attenzione all'arte non si ferma qui: la casa ospita sculture di Joshua McHugh, opere di Tony Feher, tavolini di Anton Alvarez e installazioni di Wyatt Kahn. Ogni elemento è scelto con cura per creare un dialogo armonioso tra i pezzi d'arte contemporanea e il design d'interni.

L'ingresso è un trionfo di originalità: un pannello divisorio su misura nasconde la zona di accesso, mentre una scultura realizzata con tasti di computer e testine di spazzolino crea un contrasto inaspettato. Un'ulteriore sorpresa è il muro in cemento realizzato dall'artista Mark Hagen, un omaggio ai tipici schermi in mattoni di Palm Springs, ma reinterpretato con l'utilizzo di stampi ricavati da scatole di cereali e bottiglie di succo.

Anche l'ufficio sorprende con un lampadario scultoreo a forma di narici, opera del ceramista della Bay Area Woody de Othello. “C’è un tocco di autoironia in tutto questo, non trovate?” commenta Liss, con un sorriso.

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Un'esperienza di design unica

Il giorno del completamento, i clienti hanno portato con sé un vero e proprio carico di opere d'arte, tra cui creazioni di Leilah Babirye, Salomón Huerta e Tony Feher, oltre a pezzi di artisti del deserto californiano come Edie Fake e Jonathan Cross. Insieme al team di Liss, hanno lavorato per integrare queste opere nel nuovo design, creando un'esperienza collaborativa senza precedenti. “È stata probabilmente l'esperienza di design più aperta e partecipativa a cui abbia mai preso parte,” ammette Liss.

Il risultato è un ambiente dove poltrone Joseph André Motte convivono armoniosamente con un divano Janus di Edward Wormley e sedie a rotelle Milo Baughman, un mix eclettico di vintage europeo e americano e pezzi unici provenienti dalla collezione personale dei proprietari. “Non c’è un protagonista assoluto,” conclude Liss. “Tutto si riduce alla composizione, all'equilibrio delle forme e dei colori.”