Un seminterrato trasformato in un gioiello subacqueo: l'incanto di bridgehampton

Quando una pandemia trasforma una casa estiva di Bridgehampton nella residenza principale di una famiglia, lo spazio, inevitabilmente, diventa una risorsa preziosa. E quando si scopre di avere un intero seminterrato in gran parte inutilizzato, la soluzione è affidarsi a mani esperte, quelle di Peter Pennoyer e Katie Ridder, gli architetti e designer già responsabili del fascino dell’abitazione principale.

Un brief inaspettato: “sorprendeteci”

Pennoyer e Ridder, con i loro studi separati a New York, hanno già collaborato a progetti di prestigio come questa dimora di Bridgehampton. Pennoyer ha curato la progettazione dell’edificio principale, mentre Ridder ha sapientemente arricchito gli ambienti con la sua inconfondibile tavolozza di colori e texture. La trasformazione del seminterrato, un’opera segreta durata quasi un anno, ha visto la famiglia vivere al piano superiore, separata dall’area in cantiere da un accesso sigillato, mantenendo l'effetto sorpresa.

Il risultato finale non è un semplice seminterrato, ma un vero e proprio “grotto”, un rifugio che risponde alle esigenze di ogni membro della famiglia. Il figlio, cresciuto in fretta dopo la costruzione della casa, desiderava uno spazio tutto suo, un luogo dove poter invitare gli amici, giocare ai videogiochi e ritagliarsi un momento di libertà dai genitori. La madre, dotata di una spiccata sensibilità artistica, anelava a un angolo di creatività, un rifugio dove potersi rilassare lontano dal trambusto quotidiano. “È una persona estremamente creativa, appassionata di dettagli e artigianato,” sottolinea Ridder, rivelando la profonda attenzione alla cura dei particolari che ha guidato il progetto.

Luce e profondità: un cortile sommerso

Luce e profondità: un cortile sommerso

La sfida principale era l’oscurità intrinseca di un seminterrato. Pennoyer, con una mossa audace, ha deciso di scavare l’intera estremità dell’edificio, aprendo uno squarcio verso un cortile esterno a vasca, impreziosito da una fontana in bronzo realizzata su misura dallo scultore Josh Dow. “Abbiamo creato una curva per evitare che l’ambiente risultasse chiuso contro il confine di proprietà,” spiega Pennoyer, evidenziando la ricerca di un’armonia visiva e spaziale.

Ridder, ispirata da questa insolita apertura, ha commissionato all’artista Stephen Miotto – noto per il suo restauro del suggestivo mosaico della piscina antica di Untermyer Gardens a Yonkers – la creazione di un mosaico originale ispirato al mondo romano e sottomarino per il cortile. Questo tema si è poi esteso agli interni, creando un’esperienza immersiva e coerente.

Un sogno subacqueo tra bas-relief e terrazzo

Un sogno subacqueo tra bas-relief e terrazzo

Nell’area pranzo, lo scultore Heather Personett ha applicato bassorilievi raffiguranti forme coralline sulle pareti dipinte di blu, creando un effetto tridimensionale che ricorda i fondali oceanici. “Volevamo che l’ambiente evocasse l’atmosfera di una grotta sottomarina,” rivela Ridder. Il pavimento in terrazzo, realizzato con lastre di marmo frantumate a mano e ricomposte in modo irregolare, aggiunge un tocco di autenticità e un fascino quasi archeologico.

Nel salotto principale, il muralista Chuck Hettinger ha dato vita a una giungla ispirata a Gauguin, dipingendo su fogli di alluminio spazzolato e impreziositi da foglia d’argento, creando un’illusione ottica che cambia a seconda della luce. La curva del divanetto, modellata da Pennoyer ispirandosi al cinema Scandia di Stoccolma, invita al relax e alla contemplazione. Le mensole a muro, adornate da sculture in legno di animali – un gufo, un pappagallo e una scimmia, disegnati dallo stesso Pennoyer – conferiscono un tocco di allegria e personalità all’ambiente.

L’oasi creativa e il rifugio sensoriale

L’oasi creativa e il rifugio sensoriale

La stanza dedicata all'artigianato, rivestita di carta da parati con il motivo “Cherry Blossom” di Ridder, è dotata di mobili con ante in rattan e scaffali per gli attrezzi del marito, oltre a un’area dedicata all’attività creativa della proprietaria. Accanto, una nicchia rivestita di piastrelle Bisazza ospita una vasca di deprivazione sensoriale, una priorità per i committenti. “Siamo stati bombardati da stimoli sensoriali durante la pandemia,” scherza Ridder, “quindi si può entrare lì dentro e chiudere il coperchio.” Una doccia adiacente si apre direttamente sul cortile sommerso.

Ridder sottolinea come questo progetto abbia richiesto l’intervento di numerosi artigiani specializzati: mosaicisti, scultori di bassorilievi, muralisti, maestri del terrazzo, intagliatori e una fonderia del bronzo. “Non si percepisce affatto di essere in un seminterrato,” conclude Ridder. “Si è costantemente sorpresi.”

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