Villa corbusier in provenza: un sogno modernista in vendita per 2,35 milioni di euro

Immaginate di possedere un pezzo di storia dell'Architettura, un'oasi di design incastonata tra cipressi e limoni in Provenza. Non si tratta di un'utopia, ma della concreta possibilità di acquisire Villa de Mandrot, conosciuta anche come L’Artaude, un capolavoro di Le Corbusier ora disponibile per un'offerta di circa 2,35 milioni di euro.

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Un'eredità unesco tra pietra di var e vetro

Le Corbusier, figura titanica del XX secolo, ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama architettonico mondiale, tanto da meritare l'inserimento di 17 dei suoi progetti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2016. Questa villa, costruita nel 1931 su richiesta dell'artista e mecenate svizzera Hélène de Mandrot, è un esempio lampante della sua filosofia del “rapporto con la natura”, dove gli spazi interni e esterni si fondono armoniosamente.

La richiesta iniziale era semplice: due camere da letto principali e spazio per quattro ospiti, il tutto immerso in un giardino lussureggiante. Corbusier, però, non si è limitato a rispettare le indicazioni, ma le ha elevate a vera e propria arte, integrando sapientemente l'Architettura internazionale con le tradizioni locali. L'impiego della pietra di Var, tipica dei castelli provenzali, e la creazione di un cortile interno a forma di “L” sono elementi distintivi che testimoniano questa fusione.

Le ampie vetrate, le numerose porte e l'omogeneità dei materiali, elementi cardine del pensiero corbusiano, creano un senso di continuità tra l'interno e l'esterno, un'esperienza sensoriale unica. La cifra parla chiara: questo non è semplicemente un immobile, ma un manifesto architettonico.

Il piano principale ospita le due camere da letto principali, la cucina piastrellata e un ampio soggiorno con camino. Al piano inferiore, si trovano gli alloggi del precedente custode, un luminoso studio, una cucina secondaria e un bagno. Un annesso, perfettamente coordinato con la villa, offre un'ulteriore camera da letto e un bagno, ampliando le possibilità di utilizzo.

Corbusier stesso descrisse l'opera in una lettera alla madre, definendola “meravigliosa, nuova, forte, solida, splendidamente integrata nel paesaggio”. Una descrizione che, a distanza di quasi un secolo, continua a risuonare con la stessa intensità. Ora, Villa de Mandrot attende un nuovo custode, un appassionato di Architettura e design pronto a preservare e valorizzare questo inestimabile patrimonio.