Hannah traore: 48 ore di moda, arte e asparagi al louis vuitton cruise show
- Un viaggio a ritmo vertiginoso
- Dall'outfit al welcome dinner: un'esplosione di stile
- Tra asparagi e keith haring: i dettagli di una serata esclusiva
- Dietro le quinte: lavoro e preparazione
- L'arte nella moda: un'interpretazione raffinata
- Maxime's: un'esclusiva feste senza smartphone
- Un brand che parla di design e creatività
Hannah Traore, fondatrice di una galleria d'Arte di spicco, ha vissuto un tour de force di lusso e impegni professionali culminato con la sfilata Louis Vuitton Cruise. Un calendario serrato, un fitting a sorpresa e una passione per l'Arte che si fonde con l'alta moda: ecco come ELLE Decor ha seguito la gallerista in un'esperienza esclusiva.
Un viaggio a ritmo vertiginoso
La settimana di Traore è stata un vero e proprio sprint: da Venezia, per la Biennale d'Arte, a Londra per visitare la famiglia, fino a Saratoga Springs, New York, per una riunione del consiglio di amministrazione del suo alma mater, Skidmore College. Il ritorno in città, meno di 24 ore prima del fitting con Louis Vuitton, ha richiesto una notevole capacità di adattamento. “Il tempismo è stato perfetto,” ha rivelato Traore a ELLE Decor, ancora emozionata per l'esperienza.

Dall'outfit al welcome dinner: un'esplosione di stile
Il fitting di domenica ha dato il via a un susseguirsi di eventi. Traore ha scelto un outfit scultoreo e amorfo in nero per la sfilata, un capo che ha immediatamente catturato la sua attenzione: “È come un’opera d’Arte, amo le forme indefinite e la sensazione di scultura.” Per il welcome dinner, ha optato per un look più classico, un due pezzi in monogramma denim, apprezzando particolarmente la comodità dei pantaloni. “Ero soffocata dal caldo, ma i pantaloni erano incredibilmente comodi!” ha confessato con un sorriso.

Tra asparagi e keith haring: i dettagli di una serata esclusiva
La cena di benvenuto è stata un momento di convivialità, con Traore che si è distinta per la sua passione per l'asparago bianco: “Stavo mangiando l'asparago di tutti! Li divoravo così velocemente.” Ma non solo cibo: la gallerista ha espresso il suo apprezzamento per la scelta del Frick come location per la sfilata, sottolineando l'intelligenza della connessione tra la collaborazione Louis Vuitton e l'ambiente artistico del museo. “Keith Haring non sarebbe stato necessariamente esposto al Frick, ma l'unione tra il brand e il luogo è stata geniale.”

Dietro le quinte: lavoro e preparazione
Nonostante il lusso e l'esclusività dell'evento, Traore non ha smesso di lavorare. “Avevo riunioni al mattino, mi sono allenata, ho avuto chiamate Zoom e incontri di persona,” ha spiegato. La sua galleria sta preparando una mostra di gruppo con artisti provenienti da Toronto, e la gestione delle pratiche doganali ha occupato gran parte della sua giornata. “Ho iniziato a truccarmi e a fare i capelli alle 3 del pomeriggio, e sono stata presa in consegna alle 4:10.”
L'arte nella moda: un'interpretazione raffinata
Traore ha apprezzato l'abilità di Louis Vuitton nell'incorporare i disegni di Keith Haring in modo sottile e originale. “Hanno fatto un ottimo lavoro. Ci sono borse che sembrano dei disegni, quasi come un Lichtenstein, ma con il gesto inconfondibile di Haring.” La gallerista ha trovato particolarmente interessanti i dettagli più discreti, quelli che richiedono una conoscenza del tema per essere pienamente apprezzati.
Maxime's: un'esclusiva feste senza smartphone
L'afterparty, tenutasi nel prestigioso club Maxime’s, ha offerto un'atmosfera chic e riservata, con un divieto di utilizzo di smartphone. “È stato molto elegante da parte loro,” ha commentato Traore, sottolineando l'unicità dell'esperienza. Il locale ha stupito gli invitati con una varietà di proposte culinarie, dagli stuzzichini leggeri a un sushi bar e a un angolo dedicato alla cucina latinoamericana.
Un brand che parla di design e creatività
Per Hannah Traore, Louis Vuitton rappresenta molto più di un marchio di moda. “Amo il modo in cui stilano tutti, e si percepisce la vastità del design che il brand produce. Creano capi indossabili, ma anche outfit scultorei, che come amante dell'Arte apprezzo particolarmente. Inoltre, sono bravi a riprendere diverse epoche. Il gruppo di persone che hanno invitato è un omaggio alla loro identità di brand.” La gallerista ha concluso sottolineando come l'esperienza abbia offerto uno sguardo privilegiato sulla capacità di Louis Vuitton di unire arte, moda e design in un'unica, straordinaria visione.
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