Hermanx table: pietra e vetro si fondono in un'opera scultorea

Dimenticate le convenzioni. Mark Grattan, designer con un occhio attento alla memoria e al dettaglio, sfida l'idea stessa di tavolo con la sua ultima creazione per ABC Stone. Non un semplice mobile, ma un oggetto che oscilla tra Arte e funzionalità, una provocazione che invita all'ammirazione e alla riflessione.

La nascita di una forma da un blocco di pietra

La nascita di una forma da un blocco di pietra

La Hermanx Table nasce da un'ossessione per la ripetizione, un concetto che Grattan esplora con rigore e sensualità. L'opera parte da un unico blocco monumentale di pietra americana, estratto dalle profondità del Vermont, da cui vengono ricavati otto elementi identici. Questi si legano e si intrecciano in curve a forma di ‘S’, quasi a simulare “arti che si intrecciano”, come suggerisce lo stesso designer. L'ispirazione, a quanto pare, è giunta da un mercato di Città del Messico, precisamente da La Lagunilla, dove Grattan ha scoperto antichi tavoli con struttura a pali. Un'ispirazione vernacolare, elevata a qualcosa di più primordiale, di più preciso.

Il processo di lavorazione è tanto complesso quanto affascinante. La pietra, come il vetro, impone una coreografia precisa: tagli grezzi in un ambiente freddo, una lucidatura a umido che esalta la profondità e la luminosità del materiale. Ogni fase è un esercizio di tecnica e metodo, un dialogo costante tra l'uomo e la materia.

L'elemento distintivo è la vitrina in vetro smaltato, realizzata con giunti di precisione. Questa non è solo un involucro, ma un elemento integrante dell'opera, che crea una tensione tra esposizione e contenimento. Grattan gioca con l'ambiguità: la vitrina diventa un piedistallo per l'oggetto, ma allo stesso tempo è essa stessa l'opera d'Arte. Tutto, dalla pietra al vetro, nasce da un unico blocco, da un’unica lastra, testimoniando la purezza dei materiali e la disciplina necessaria per la loro trasformazione.

La Hermanx Table non è solo un pezzo d'arredo, ma un oggetto di conversazione, un invito all'indagine. Un'opera che, come un sussurro, ci ricorda che la bellezza può nascere dalla semplicità e dalla ripetizione, dalla tensione tra rigore e sensualità.