Schiaparelli: l'arte del surrealismo ritorna con forza al v&a

Il mondo della moda è in fibrillazione: Elsa Schiaparelli, l'iconoclasta del Surrealismo, è di nuovo sotto i riflettori. Un'esibizione mozzafiato al V&A Museum di Londra celebra il suo genio ribelle e la straordinaria rinascita del marchio, guidato dal talentuoso Daniel Roseberry. Preparatevi a un viaggio nel tempo, tra abiti audaci, opere d'Arte provocatorie e collaborazioni leggendarie.

Un'eredità surrealista che sfida il tempo

Fondato nel 1927 e purtroppo chiuso nel 1954, Schiaparelli è stato riportato in auge con una maestria sorprendente. La mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” non è solo una retrospettiva, ma un'immersione profonda nell'universo creativo di una donna che ha saputo fondere Arte e moda in un connubio unico. Come ha sottolineato Rosalind McKever, curatrice del V&A, Schiaparelli ha portato “l'irriverenza e la creatività dell'Arte moderna nei suoi design, nella pubblicità, persino nei suoi saloni di alta moda.”

Oltre 400 oggetti, tra cui 100 abiti e 50 opere d'Arte, raccontano la storia di un marchio che ha saputo anticipare i tempi. Potrete ammirare il famoso cappotto disegnato da Elsa Schiaparelli e Jean Cocteau, con il suo disegno di due volti che si trasformano in un vaso, e l'abito stampato con il granchio di Salvador Dalí, lo stesso che ha ispirato il suo iconico telefono a forma di crostaceo, indossato dalla duchessa di Windsor, Wallis Simpson.

Un salone che era un sogno surrealista

Un salone che era un sogno surrealista

Ma Schiaparelli non era solo abiti e accessori. Il suo salone, situato in Place Vendôme, era un vero e proprio palcoscenico del Surrealismo, un luogo dove l'Arte e la moda si fondevano in un'esperienza sensoriale unica. Dalí stesso vi contribuì con una versione rosa shocking del suo divano a forma di labbra, definendo il luogo come “il cuore pulsante del Surrealismo parigino”.

Dietro questo sogno visionario c'è stato Jean-Michel Frank, un designer meno noto ma fondamentale per l'estetica di Schiaparelli. Frank curò ogni dettaglio degli interni, dai quattro appartamenti in Rue de la Paix con le loro pareti bianche e i mobili neri in pelle patentata, all'imponente salone di alta moda con soffitti alti e decorazioni delicate. La loro collaborazione, basata sull'uso di materiali inaspettati e l'armonia tra proporzioni classiche e linee moderne, ha creato un ambiente davvero straordinario. Non dimentichiamo Alberto Giacometti, presentato a Schiaparelli da Frank, che realizzò l'illuminazione nascosta tra colonne di stucco a forma di conchiglia, conferendo all’ambiente un'aura eterea.

L'esposizione offre uno sguardo privilegiato anche sui profumi di Schiaparelli, con una stanza interamente dedicata alle loro fragranti bottiglie. Giacometti, inoltre, creò bottoni, spille e pendenti a forma di creature fantastiche, immortalate da Pablo Picasso in un suo ritratto di Nusch Éluard, un'opera che, come ha osservato McKever, “incarna perfettamente il titolo della mostra: 'La Moda Diventa Arte'.”

Mentre Schiaparelli si prepara a celebrare il suo centenario l'anno prossimo, la mostra del V&A è una testimonianza della sua continua rilevanza e dell'importanza della collaborazione nel mondo della moda. Come ha affermato Didier Haspeslagh, gallerista specializzato in gioielli d'artista, Schiaparelli ha trascorso la sua carriera “rimbalzando creativamente da chiunque la ispirasse”, lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico e della moda.