Un loft manhattanese, un brownstone a brooklyn: l'elegante trasformazione di una famiglia
Quando Mark Cunningham, designer di fama e membro del prestigioso elenco di ELLE Decor, ha incontrato questa coppia, si è subito reso conto di una chimica perfetta. Un progetto di interior design per un loft nel cuore di Noho, Manhattan, che si preannunciava come una collaborazione armoniosa. Ma dietro la facciata di un ambiente moderno e di tendenza, si celava un piano ben preciso, svelato dalla moglie: un futuro a Brooklyn, in una Casa che custodiva i sogni di una famiglia in espansione.
Dall'urgenza del design alla pazienza della storia
“Lei aveva una visione chiara del suo futuro,” racconta Cunningham, “e questa determinazione si rifletteva in ogni scelta di design.” E infatti, dopo pochi anni, la telefonata: un brownstone del 1840 a Cobble Hill, un'occasione unica che richiedeva un intervento significativo, ma senza rinunciare all'anima originale dell'edificio. “Si è resa conto che il progetto era più ambizioso del previsto,” aggiunge Alex Gaston, design director dello studio, “ma voleva preservare il carattere e la storia che l'abitazione custodiva.”
La soluzione? Coinvolgere Gil Schafer, architetto di fama e altro membro dell'élite di ELLE Decor, noto per la sua capacità di fondere il design contemporaneo con il rispetto per il patrimonio storico. Schafer, ammirato dalla struttura, descrive la Casa come “un tesoro nascosto”, con dettagli federali e colonial revival che evocavano un'epoca passata. Il salone, in particolare, si presentava come un “sogno”, con la sua impiantitura originale intatta.

Semplicità ed eleganza: la ricetta di un'abitazione senza tempo
La collaborazione tra Cunningham e Schafer, seppur alla prima esperienza congiunta, si è rivelata spontanea e proficua. Lo stile raffinato di Cunningham, affinato in anni di esperienza con Ralph Lauren, si sposava alla perfezione con il classicismo di Schafer. I piani dell'architetto prevedevano un ampliamento della cucina sul retro del primo piano e un aggiornamento degli impianti, delle finestre, dei pavimenti e dei bagni, ma con l'obiettivo di non alterare la pianta originaria o l'atmosfera generale della Casa. Un approccio che Schafer definisce “restauro strategico”.
La richiesta del cliente era chiara: minimalismo ed essenzialità. “Non voleva eccessi o orpelli,” spiega Schafer, sottolineando come sia rinfrescante lavorare con chi apprezza la semplicità. “Ci sono persone che riempiono le case di frigoriferi e televisori a non finire, ma lei voleva semplicemente godersi lo spazio per quello che era.”
Anche le finestre sono state oggetto di una scelta ponderata: niente tende o drappeggi, solo la riqualificazione delle persiane originali per garantire luce e privacy. I tappeti, prevalentemente in iuta e sisal, hanno fornito una base neutra ed elegante. I mobili del loft di Noho sono stati riutilizzati, integrati con pezzi scelti con cura per completare l'arredamento. L'arte, elemento centrale del progetto, ha trovato spazio sulle pareti neutre, valorizzando dipinti, stampe e fotografie.

Un salotto per la famiglia, non un set fotografico
Il salotto, la sala da pranzo e la cucina, pur mantenendo la loro identità, si fondono in un unico ambiente fluido e armonioso. L'illuminazione è stata affidata a applique e lampade, evitando corpi illuminanti a soffitto che avrebbero stonato con l'epoca della Casa. La sala da pranzo, pur conservando un'eleganza formale, è stata resa più accogliente con comode poltrone e una carta da parati dal delicato motivo floreale. “Voleva che i bambini potessero fare i compiti e rilassarsi lì senza sentirsi a disagio,” rivela Gaston.
Al piano superiore, le camere da letto e la biblioteca sono state realizzate con la stessa filosofia di semplicità e serenità. “Abbiamo parlato di come noi, da bambini, non avevamo cabine armadio o bagni privati,” ricorda Gaston, sottolineando la decisione di mantenere vecchi armadi dipinti e spazi di stoccaggio ridotti. Un gesto che dimostra la filosofia del “vivere la Casa”, come testimonia l'aneddoto delle decalcomanie apposte dai bambini su un vecchio mobile svedese: “Lei ha detto di lasciarle lì, sono bambini, è bello vivere così.”
La storia di questo brownstone di Cobble Hill è la testimonianza di come il design, quando guidato dalla passione e dal rispetto per la storia, possa trasformare un luogo in un vero e proprio nido d'amore.
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