L'artigianato britannico rinasce: un viaggio a piedi alla scoperta di antichi saperi

Dimenticate la velocità dell'era digitale: Freddie Armstrong e Joe de Ferranti hanno scelto un percorso lento, a piedi, per riscoprire il cuore pulsante dell'artigianato britannico. Un’odissea di tre mesi, 1300 miglia percorse da Land’s End a John O’Groats, per immortalare e sostenere le tradizioni che rischiano di scomparire, trasformando il viaggio in un’esibizione vibrante al art’otel London Hoxton.

Un cammino per comprendere il valore della lentezza

La scintilla iniziale fu un'idea semplice: osservare cosa si può apprendere quando si dedica tempo e attenzione. Armstrong e De Ferranti, entrambi artigiani – il primo doratore e corniciere a Firenze, il secondo nel settore dell'illuminazione presso Jamb – hanno scoperto che il contatto diretto con gli artigiani, più che la loro formazione accademica, ha acceso in loro un senso di urgenza. “Abbiamo cercato di capire perché la protezione di queste competenze è così importante, cosa si rischia quando la conoscenza tramandata di generazione in generazione va persa,” spiega Freddie, sottolineando come l'artigianato sia parte integrante del nostro patrimonio culturale, al pari di storie, musica e immaginazione, un tesoro fragile minacciato dalla Cultura dell’effimero.

Durante il loro itinerario, hanno trascorso due giorni con Tony Pinto, un artigiano corno che realizza cesti di giunco per granchi nel villaggio di Gorran Haven. Un'esperienza che li ha profondamente colpiti: vedere all'opera i cesti, frutto di un intreccio sapiente di salici, e comprendere come siano diventati un simbolo distintivo dell'identità locale, strettamente legato alla vita della comunità di pescatori. “Craft works within a natural ecosystem, not against it,” sottolinea Freddie, evidenziando come la perdita di queste pratiche significherebbe perdere non solo oggetti e tecniche, ma anche una parte della nostra storia e la connessione con l'ambiente.

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Un'esibizione che celebra la resilienza dell'artigianato

L'esibizione “Our Common Ground”, aperta fino al 30 maggio e realizzata con il supporto di QEST e Heritage Craft, è il risultato tangibile di questo viaggio. Un omaggio agli artigiani di tutto il Regno Unito, tra cui il Marchmont Workshop, rinomato per la produzione di sedie con schienale in giunco, e Jessica Watson Brown, esperta nella concia della pelle con metodi tradizionali. La mostra, che coincide con la London Craft Week, abbraccia un ventaglio di discipline: dalla concia alla tornitura, dalla tessitura alla stampa, dall'incisione alla cucitura, offrendo un panorama completo della vitalità dell'artigianato contemporaneo.

Freddie Armstrong conclude con un appello all'attenzione: “Spero che gli oggetti esposti incoraggino i visitatori a riflettere sul nostro paesaggio e sulle creazioni che esso ispira. Abbiamo sempre guardato alla terra come fonte di materiali, ispirazione, guida. È la terra che ci nutre, ci protegge, modella i nostri strumenti e dà vita alla nostra musica, alle nostre storie, alla nostra identità.” Un promemoria potente di un legame sacro che non dobbiamo dimenticare.