Sedie 'primitive': il fascino dell'imperfetto che conquista le case moderne
Nonostante le linee pulite e il minimalismo siano ancora in voga, c'è un ritorno inaspettato al passato, un’ondata di desiderio per i mobili dal sapore rustico, quelli con qualche ‘difetto’ e una storia da raccontare. Sedie a schienale ricurvo, sgabelli a tre gambe, tavolini dalle forme irregolari: pezzi unici che, contro ogni previsione, stanno invadendo le case più eleganti e contemporanee.
Un'anima che va oltre l'estetica
Secondo John Cornall, storico antiquario specializzato in mobili da campagna, il fascino risiede proprio in questo: “I mobili folk hanno un'anima e uno spirito difficile da ritrovare oggi. Una sedia ‘stick’, ad esempio, è un tesoro proveniente da un modo di vivere completamente diverso”. Non si tratta solo di estetica, ma di un legame con un'epoca in cui l'artigianato era sinonimo di funzionalità e autenticità, senza la ricerca ossessiva della perfezione.
Robert Young, anch'egli noto mercante di mobili folk, sottolinea la loro versatilità: “Questi pezzi si adattano perfettamente sia a una baita di campagna che a un loft in vetro e acciaio. Una sedia a schienale ricurvo, con la sua forma sinuosa e il suo aspetto quasi scultoreo, può trasformare un ambiente moderno”. Un esempio lampante è la sedia gallese del XVIII secolo, acquistata da un cliente che viveva in un appartamento bianco con opere d'arte contemporanea a Islington: “Il contrasto era sorprendente, la sedia sembrava prendere vita in quell'ambiente”, racconta Tim Bowen, antiquario gallese da 35 anni.

I ‘wonks’ e le imperfezioni: un valore aggiunto
Le sedie a schienale ricurvo in faggio e quercia, e i tavolini a tre gambe, sono i protagonisti indiscussi di questo ritorno al passato. Ma cosa rende questi mobili così desiderabili? Non è solo l'estetica rustica, ma anche le imperfezioni, le ‘wonks’ (le gambe storte), le fessure e le tracce del tempo. Robert Young spiega: “Texture e colore fanno la differenza: una superficie bruciata dal fuoco o un legno grezzo, simile a un pezzo di deriva, hanno un fascino unico”.
Questi non sono mobili immacolati; ciò che conta è che non siano stati eccessivamente restaurati. “Perderebbero tutta la loro credibilità se fossero stati ripuliti”, afferma Young. Al contrario, le riparazioni storiche, magari eseguite dall'artigiano originale, aggiungono valore al pezzo, raccontando una storia di ingegno e resilienza.

La mania gallese: pezzi unici e prezzi inaspettati
Negli ultimi anni, i pezzi più irregolari e meno funzionali sono diventati i più ricercati, grazie anche all'influenza di designer come Axel Vervoordt, che ha dimostrato come un mobile rustico possa elevare un ambiente minimalista. Se un tempo i tavolini gallesi in quercia georgiani raggiungevano prezzi di circa 900 euro, oggi i modelli più primitivi, con il piano spesso e senza traverse tra le gambe, vengono venduti per 2.500 euro, diventando sempre più rari.
L'ironia è che i mobili realizzati con i materiali più umili stanno raggiungendo prezzi elevati, superando il valore dell'ambiente in cui sono stati creati. A questo si aggiunge la popolarità dei mobili gallesi, considerati particolarmente unici, poiché prodotti in quantità inferiori rispetto all'Inghilterra. “Le fattorie e le case di campagna qui ancora conservano questi pezzi, il che conferisce loro un contesto”, spiega Bowen.
Se siete interessati ad acquistare un pezzo di questo genere, rivolgetevi a rivenditori affidabili, in grado di riconoscere i falsi e di guidarvi nella scelta. Evitate di acquistare in Galles, dove i prezzi sono generalmente più alti. E soprattutto, chiedetevi qual è il vostro obiettivo: ammirare un'opera d'arte o integrare un elemento funzionale in un ambiente contemporaneo?
In definitiva, queste umili sedie e tavolini sono tanto opere d'arte quanto mobili, capaci di trasformare una casa in un luogo speciale e confortevole, un rifugio dal mondo moderno.
