Balenciaga: piccioli reinventa l'alta moda in un giardino parigino

Il silenzio degli anni è stato infranto. Pierpaolo Piccioli ha presentato la sua prima collezione haute couture per Balenciaga, non in un palcoscenico patinato, ma nel cuore pulsante della Cité Internationale Universitaire de Parigi, un campus universitario che sembra un giardino segreto. Una scelta audace, che ha immediatamente stabilito un tono di intimità e riflessione, lontano dalle passerelle più sfarzose.

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Un'oasi di creatività nel cuore di parigi

La location, un complesso costruito nel 1925 e composto da oltre quaranta residenze nazionali, ognuna con la propria architettura unica, ha fornito uno sfondo inaspettato ma perfetto per la collezione. Immaginate: modelli che sfilano sotto il sole di mezzogiorno, circondati da siepi curate e dall'atmosfera internazionale di un luogo nato dopo la Prima Guerra Mondiale per promuovere la fratellanza tra le nazioni. Un'ambientazione che respira storia, multiculturalismo e un senso di comunità, elementi che hanno chiaramente ispirato Piccioli.

Ma la vera sorpresa è stata la collezione stessa. Dimenticate l'ostentazione e la tradizione. Piccioli ha scelto di concentrarsi sull'artigianato, sul lavoro manuale e sulla dedizione che definiscono l'alta Moda. Un ritorno alle origini di Balenciaga, ma con un'interpretazione contemporanea e audace.

Le giacche e gli abiti in cashmere, ad esempio, sono stati realizzati attraverso un processo innovativo: il corpo umano è stato scansionato, e pannelli di pelle modellati su queste scansioni sono stati cuciti all'interno, creando una struttura invisibile che definisce la silhouette. Il neo-Gazar, una reinterpretazione di un tessuto storico di Cristóbal Balenciaga, è stato utilizzato sia all'esterno che come supporto interno, dimostrando una profonda comprensione del patrimonio del marchio. E poi c'è l'AmSilk, una seta alternativa prodotta in laboratorio, lavorata interamente a mano, un gesto che sottolinea l'importanza del saper fare.

Un abito in particolare ha lasciato tutti a bocca aperta: circa 24.150 petali di gazar sono stati individualmente strappati a mano e applicati sulla stoffa, creando un effetto visivo mozzafiato. E per concludere, Gigi Hadid ha sfilato in un abito ricoperto di migliaia di piume di gallo nero, un omaggio alla millineria di Philip Treacy.

Piccioli ha scelto di concentrarsi esclusivamente sulla donna questa volta, alternando creazioni austere a capi di straordinaria opulenza. “Questa collezione è il risultato di un sentire”, ha dichiarato il direttore creativo. “Questo è il nostro lavoro, questo è Balenciaga couture, ora.” Un'affermazione forte, che chiarisce l'intento di Piccioli di ridefinire l'identità del marchio, radicandola nel presente e proiettandola verso il futuro.