Charleston farmhouse: l'oasi bloomsbury che incanta fendi e dior
Kate Moss, abiti di seta e un'atmosfera sospesa tra arte e bohémien: Charleston Farmhouse, la dimora nel Sussex che ha conquistato il cuore (e le collezioni) dei più grandi stilisti del mondo. Non solo un luogo di ispirazione, ma un vero e proprio culto, capace di imprimere la sua impronta anche nelle creazioni più sofisticate.
La magia di vanessa bell e duncan grant
La storia inizia nel 1916, quando Vanessa Bell e Duncan Grant trasformano la casa in un laboratorio creativo, il fulcro del circolo Bloomsbury, un gruppo di intellettuali e artisti che sfidò le convenzioni dell'epoca. Un'utopia di libertà espressiva, dove l'arte permeava ogni aspetto della vita, dalle pareti ricoperte di murales ai mobili dipinti a mano. Un'estetica che, a distanza di un secolo, continua a sedurre.
Kim Jones, direttore artistico di Fendi e Dior Homme, ne è l'esempio più lampante. Nel 2021, per la sua prima collezione femminile di Fendi, ha scelto Charleston come set per un servizio fotografico con Kate Moss, immortalata tra gli interni vibranti e i murales evocativi. Ma l'ammirazione di Jones non si ferma qui: nel 2023 è diventato vicepresidente del trust che gestisce la casa, e ha reinterpretato i dipinti di Duncan Grant in ricami intricati per Dior Homme, trasformando il suo iconico “Lily Pond” in un tessuto raffinato. Un omaggio costante, sigillato da una serie di tote bag dal design accattivante, disponibili nello shop di Charleston.

L'eco bloomsbury nella moda contemporanea
Ma Jones non è il solo designer affascinato dall'eredità del gruppo Bloomsbury. Virginia Woolf, con il suo romanzo “Orlando”, ha ispirato le collezioni di Burberry, Comme des Garçons e Dior (womenswear), e il nome del brand di Luke Edward Hall, “Chateau Orlando”, è un chiaro riferimento all'opera letteraria. Luke, a sua volta, ha dedicato il bagno della sua casa in Oxfordshire a Charleston, riproducendone l'atmosfera unica.
L'audacia estetica dei Bloomsbury risiede nella loro capacità di fondere arte e vita quotidiana, di sfidare le convenzioni sociali e di abbracciare una visione del mondo anticonformista. La loro ribellione contro i corsetti restrittivi, la loro apertura alle relazioni non convenzionali, la loro teoria dell'amicizia elevata a valore supremo: elementi che risuonano con la sensibilità degli stilisti contemporanei, sempre alla ricerca di nuove forme di espressione e di originalità.
Come sottolinea Kim Jones, “hanno scosso le cose”. E la loro eredità continua a farlo, alimentando la creatività di chi osa guardare oltre le apparenze e a reinventare il concetto stesso di bellezza.
E non dimentichiamo l’importanza dello Hogarth Press, la casa editrice fondata da Virginia e Leonard Woolf nel 1917, che pubblicò opere fondamentali di T.S. Eliot, E.M. Forster e Katherine Mansfield, con copertine anticonvenzionali, spesso decorate da artisti del gruppo Omega Workshops, un laboratorio artistico nato proprio per portare l’estetica Bloomsbury nella vita di tutti i giorni. Attualmente, Charleston ospita una mostra dedicata allo Hogarth Press, un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo della letteratura e dell’arte di inizio Novecento.
Con una visita a Charleston, si scopre un universo di ispirazione, un crogiolo di idee e di emozioni che continuano ad alimentare la creatività di oggi. Un luogo dove la storia e l'arte si fondono in un'esperienza indimenticabile, capace di rivelare nuove prospettive sulla bellezza e sull'originalità.
