Trump rivoluziona la casa bianca: granito nero al posto del classico flagstone

Un cambio radical che desta stupore e qualche critica: Donald Trump sta ridisegnando la Casa Bianca, partendo da un dettaglio che sembra insignificante, ma che in realtà racconta molto della sua visione. Addio al tradizionale flagstone del Tennessee, benvenuto al granito nero, un materiale più consueto in cucina o in bagno, ora protagonista del West Wing Colonnade.

Un nuovo look per il corridoio presidenziale

La decisione, come riporta il New York Post, è stata presa direttamente dal Presidente, che ha ordinato la sostituzione dei vecchi pavimenti. I lavori sono iniziati lunedì, con operai al lavoro per rimuovere le pietre del Tennessee, che verranno temporaneamente conservate dal National Park Service in un vivaio segreto – una mossa che solleva interrogativi sull'effettivo riutilizzo di questo materiale storico.

Il Colonnade, un percorso a cielo aperto che collega la Residenza Presidenziale all'ufficio del Presidente, è un passaggio iconico, fiancheggiato da imponenti colonne doriche e adiacente al Rose Garden recentemente rinnovato. A questo scenario si aggiunge il “Walk of Fame” di Trump, una parete ornata da ritratti dei presidenti americani passati e modanature decorative.

La scelta del granito nero, a detta del New York Post, mira a creare un contrasto visivo con le finiture dorate, un'estetica che riflette il gusto personale del Presidente. Non è la prima volta che Trump impone cambiamenti architettonici di rottura a Washington. Ricordiamo la demolizione dell'East Wing della Casa Bianca e i piani di ristrutturazione per il Kennedy Center, un progetto ambizioso che ha suscitato non poche polemiche.

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Un'onda di riforme architettoniche

Le novità non si fermano qui: solo la scorsa settimana, un suo collaboratore ha addirittura suggerito di sostituire le colonne ioniche della Casa Bianca con più elaborate colonne corinzie. E, nel weekend, è stata installata una statua in marmo raffigurante Cristoforo Colombo sul lato nord dell'Eisenhower Executive Office Building, una replica di quella abbattuta a Baltimora nel 2020, un gesto che riaccende il dibattito sulla memoria storica e i simboli nazionali.

Geoffrey Montes, associate editor di ELLE Decor, sottolinea come questi interventi siano parte di un'ondata di riforme architettoniche promosse da Trump, che spaziano dalla demolizione alla sostituzione di elementi iconici, rivelando un approccio audace, seppur controverso, al patrimonio storico e artistico della capitale americana. La cifra parla chiara: circa 500.000 dollari spesi per una pavimentazione che, per molti, stravolge l'immagine della Casa Bianca.