Nomad hamptons: design esclusivo in un santuario artistico segreto
Dimenticate le mappe e i cartelli stradali. Trovare NOMAD Hamptons è un po' come scoprire un segreto ben custodito, un'esperienza che inizia con una piccola avventura. Ma una volta varcata la soglia di The Watermill Center, la ricerca diventa subito secondaria di fronte alla magnificenza del luogo e alla qualità del design esposto.
Un eredità artistica inattesa
The Watermill Center, un complesso di dieci acri sulla costa orientale di Long Island, non è un semplice spazio espositivo. È un laboratorio artistico nato dalla visione di Robert Wilson, il celebre regista di teatro e opera. Da ex centro di ricerca della Western Union, Wilson lo ha trasformato in un campus vibrante, un crogiolo di creatività dove artisti di ogni disciplina possono sperimentare senza limiti, come Wilson stesso auspicava: “per fare ciò che nessun altro sta facendo”. La sua scomparsa lo scorso anno rende questa edizione di NOMAD ancora più significativa, il primo grande evento culturale ospitato tra queste mura da allora.
A curare l'evento è la canadese-italiana Bellavance-Lecompte, fondatrice di NOMAD nel 2017. “Rendiamo omaggio all’eredità di Robert Wilson”, spiega, con un’attenzione particolare all'amicizia tra Wilson e l'architetto italiano Gio Ponti. Una mostra esplora proprio questo legame, con lettere inedite provenienti dall'archivio personale dei due, presentate in collaborazione con Caterina Licitra, nipote di Ponti. Inoltre, la collezione privata di Wilson, un tesoro di oltre 8.000 oggetti raccolti nel corso di una vita, è esposta in una sezione dedicata, denominata “Robert Wilson Works”, curata da Noah Khoshbin. Un'esperienza imperdibile è la visita guidata all'appartamento di Wilson, un ambiente intimo e suggestivo, aperto al pubblico per la prima volta – un vero gioiello, dove, per ovvi motivi, la fotografia è severamente vietata.
Bellavance-Lecompte racconta di una ricerca durata anni per trovare la location ideale negli Stati Uniti: “Dal 2018, abbiamo esplorato la California, la Florida, il Colorado, il Texas. Cercavamo un luogo con una forte identità e una comunità accogliente”. The Watermill Center ha rappresentato la soluzione perfetta: vicinanza a New York, architettura unica e un'aura istituzionale palpabile.

Un salotto cosmopolita tra arte e design
Oltre trenta gallerie e progetti speciali si snodano tra gli edifici e i giardini di Watermill, un mix eclettico che spazia da galleristi londinesi come Gallery FUMI a talenti parigini come Mathieu Lehanneur, fino a realtà americane come Todd Merrill Studio e The Future Perfect. La presenza locale è garantita da Eric Firestone, una galleria storica di East Hampton, e dalla neonata JK Art & Design Projects di Southampton. “È fondamentale, per noi, valorizzare il territorio”, sottolinea Bellavance-Lecompte.
L'edizione di quest'anno vanta un forte taglio internazionale, con un'attenzione particolare al Medio Oriente, rappresentato da Leila Heller Gallery (con sedi a New York e Dubai), Iris Projects da Abu Dhabi, Le LAB da Il Cairo e Rooted Movements, un'installazione su larga scala realizzata da tre artiste emiratine in collaborazione con Abu Dhabi Culture. Un esempio lampante della volontà di NOMAD di creare un dialogo tra culture diverse.
La partnership con Giorgio Armani, che vede il rinomato brand come partner ufficiale dell'evento, è un omaggio all'amicizia decennale tra Armani e Robert Wilson, culminata, nel 2000, in una memorabile retrospettiva al Guggenheim. La seconda parte di
